|
La domanda è tanto semplice ed ingenua quanto la risposta esaustiva può essere purtroppo complessa ed articolata.
Consideriamo quattro elementi in ordine di importanza per l' INIZIATIVA:
- Sicurezza del Re
- Attività dei pezzi
- Struttura pedonale
- Finale
Mentre i primi due hanno un carattere provvisorio e il vantaggio si sfrutta in modo dinamico e brutale, badando a tattica ed economia dei tempi, gli altri hanno invece un carattere permanente, per cui il vantaggio è legato alla cauta "inesorabilità" di piano di gioco e strategia, meglio se in superiorità di materiale, ma senza gravi conseguenze per uno o due tempi in meno.
Finite queste quattro valutazioni, bisogna elencare le MOSSE CANDIDATE, distinguendole in due tipi:
- Complesse, che enfatizzano gli aspetti tattici, richiedono la massima precisione possibile, sono molto dispendiose in termini di tempo sull' orologio e di risorse psicofisiche
- Solide, che privilegiano invece le considerazioni strategiche a lungo termine, sono più intuitive, richiedono meno calcoli.
Ora che la domanda del titolo ha una sua risposta parziale, bisogna chiedersi ancora se i risultati ottenuti rimangono validi per quelle trasformazioni irreversibili della posizione che "aumentano l' entropia" del sistema: le spinte di pedone e le catture. La miglior struttura pedonale è quella di partenza (sono inalterate tutte le possibilità offensive e difensive), purtroppo si deteriora progressivamente durante la partita: questo fattore negativo DEVE essere compensato da un aumento dell' attività dei pezzi, altrimenti è un buon passo verso la sconfitta.
I "buchi" sono tutte quelle case che non sono più controllabili con almeno un pedone, e il loro numero aumenta in modo proporzionale al vantaggio di spazio. Per quanto riguarda le catture, i pezzi hanno un valore nominale, ne acquisiscono uno di mercato con il completamento dello sviluppo e con la pianificazione, o addirittura uno di speculazione dopo un sacrificio: è raro che uno scambio sia proprio equivalente, e semplificare costa almeno un tempo, che in qualche modo deve essere ripagato con miglior gioco dei pezzi rimasti o con risanamento pedonale. Tra posizioni dello stesso valore, vantaggi e svantaggi tendono a compensarsi mossa dopo mossa, finchè uno dei giocatori non sbaglia: si rompe l' equilibrio e l' iniziativa diventa attacco. Questo non vuol dire che il risultato è acquisito, ma che gli elementi dinamici prevalgono nettamente per l' aggressore, mentre quelli statici per il difensore.
Anche le mosse candidate cambiano, in prevalenza complesse per il primo, mentre per il secondo prevalgono mosse solide. Il giocatore che ha vantaggio in tutti e quattro gli elementi si appresta a vincere: esistono ancora motivi per continuare, ma sono di natura estranea alla posizione sulla scacchiera. Abbandonando non si salva nessun risultato utile: vedremo in seguito perchè e fino a quando alimentare le speranze residue. Per il momento basta sapere che è meglio anticipare la sconfitta tendendo la trappolaccia nelle complicazioni piuttosto che resistere ad oltranza, con possibilità di controgioco nulle in una posizione "tecnicamente" persa. La pratica nei tornei porterà a considerare aspetti agonistici che esulano dalle partite: si segua la propria sensibilità personale!
|